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Gen 0710

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Pubblicato da Blogosfere Staff alle 17:27 in Annunci


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Lug 0621

E' IL MIO TURNO (2)

Pubblicato da Carlo Cannella alle 15:34 in Riflessioni


Il commento di Mario al post "Altre voci cattoliche" mi sembra un ottimo spunto di partenza per un'altra riflessione sul caso. Cosa si intende dire quando si afferma, come è venuto fuori da un recente sondaggio, che l'85% degli olandesi è contrario alla formazione di un partito pedofilo? Che il restante 15% (2 milioni e mezzo di persone) è favorevole alla pedofilia? Evidentemente no. Questo è il classico modo di affrontare le cose in maniera parziale e distorta, per infuocare gli animi e sparare ad alzo zero. In realtà l'85% degli olandesi si è detto contrariato dalla sentenza del giudice, non è disposto cioè ad accettare che un partito del genere, con un programma del genere, possa presentarsi alle elezioni politiche. Il che è molto diverso.

Per darvi un'idea della reazione dei cittadini olandesi alla formazione dell'NVD, basti dirvi che difficilmente il partito riuscirà a raccogliere le 570 firme necessarie per correre alle elezioni politiche di novembre, figurarsi a conquistare i 60.000 voti necessari per l'attribuzione di un seggio in parlamento.

Ma al di là di questo la domanda ritorna: quali sono i limiti della democrazia? E' veramente possibile immaginare di poter bandire associazioni o partiti politici qualora essi dichiarino esplicitamente di accettare le regole del confronto democratico, che tendano cioè a far abrogare leggi o a modifiche costituzionali esclusivamente sulla base del consenso espresso dai cittadini? In caso affermativo cosa rimarrebbe della democrazia propriamente detta?

Più volte, in Italia come altrove, sono state varate leggi speciali che hanno limitato le libertà delle persone. In questi casi gli stati e le forze politiche chiesero ai cittadini, attraverso i loro rappresentanti in parlamento, una generale restrizione delle loro libertà, per contrastare il dilagare del terrorismo politico o della criminalità.

Una cosa del genere avviene ancora oggi in molti paesi. Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti d'America, per molti aspetti il paese più democratico che c'è, o quanto meno ritenuto tale da molti. Sotto la giurisdizione americana qualche centinaio di presunti terroristi islamici è tenuto prigioniero e viene quotidianamente torturato a Guantanamo, senza imputazioni di sorta e senza giudizio, violando così apertamente la Convenzione di Ginevra. Inoltre, sulla scia dei timori espressi dopo l'attentato alle Twin Towers, nelle biblioteche pubbliche americane vengono perfino schedate le letture dei cittadini. Dunque non è un'assurdità sostenere, come fa Antonino D'Anna, che ci sono dei limiti alla democrazia, almeno sulla base di ciò che viene comunemente inteso come "democrazia".

A me, che sostengo perfino l'abrogazione dello stato, e il legittimo diritto a sostenere liberamente un mondo senza più servi nè padroni, questo modo di vedere sinceramente non piace. Di fatto sono molto disturbato dall'ipocrisia democratica.

In quanto ai bambini, visto il senso di civiltà che da sempre permea la società olandese, penso sia più facile proteggerli qui da un gruppetto di pedofili iscritti a un partito, che dalle grinfie di molti genitori nascosti altrove dalle mura domestiche.

Lug 0621

E' IL MIO TURNO (1)

Pubblicato da Carlo Cannella alle 11:58 in Riflessioni


Bene, penso sia arrivato il momento di cominciare a dirvi come la penso. Chiedo scusa fin dal principio se urterò i sentimenti e le opinioni di qualcuno, ma in democrazia può succedere. Con quelli come me bisogna aver pazienza, soprattutto se hanno un mucchio di cose da dire, e tutte abbastanza fastidiose. Probabilmente mi dilungherò un po'. Per facilitarvi la lettura dividerò il post in 4 parti.

Il primo aspetto della faccenda è questo: è ammissibile che un giudice ritenga prioritario rispettare sempre e comunque il principio dei diritti politici? E' giusto che i diritti basilari dell'infanzia vengano sacrificati sulla base del principio democratico che garantisce, per le motivazioni espresse nella sentenza dal giudice, la libertà di espressione, la libertà di riunirsi, inclusa la libertà di organizzarsi in un partito politico? Sono veramente queste le basi di una società democratica, o non è vero invece, come affermato da Antonino D'Anna nel suo pezzo per Affari Italiani, I pedofili da Pilato, che la libertà a un certo punto inevitabilmente finisce?

Qui la strada si divide. I vecchi sostenitori di Voltaire e della sua massima filosofica, secondo la quale si può anche disapprovare ciò che uno dice, ma si deve comunque essere pronti a morire per lui e per il suo diritto di esprimere opinioni, saranno senz'altro dalla parte del giudice. Molti altri invece no.

Eppure non è questo il punto fondamentale del discorso. Il punto è: perchè il giudice ha respinto il ricorso? La risposta è: perchè in Olanda, come in Italia e in tante altre parti del mondo, i giudici decidono in base alla legge. In caso di ricorsi o esposti essi tengono in considerazione solo gli argomenti invocati dai presentatori, non decidono sulla base di proprie elucubrazioni. Per capire meglio il concetto leggete qui.

L'Olanda ha sottoscritto la Convenzione europea per i diritti dell'uomo, per cui deve adeguarsi alle pronunce della Corte europea per i diritti dell'uomo, che ha stabilito, nel febbraio 2005, la libertà di associazione di un partito indipendentemente dalla sua ideologia. Poichè il Partito dell'amore fraterno, libertà e diversità si propone di modificare le leggi vigenti, e non di violarle (mira cioè ad agire secondo un percorso democratico), il ricorso presentato dall'Associazione Soelass era di fatto irricevibile. Era semplicemente sbagliato nei suoi presupposti. Per sperare in una sentenza diversa avrebbe dovuto contenere in premessa la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, che è stata sottoscritta anche dall'Olanda, paese che evidentemente ama i bambini come tutti gli altri.

Secondo l'art. 1 della Convenzione, infatti, sono considerati "fanciulli" gli individui inferiori ai 18 anni e il loro interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza. L'art.34 della stessa Convenzione dichiara che il fanciullo va protetto contro ogni forma di sfruttamento sessuale e di violenza sessuale. L'art. 36, infine, impone agli stati firmatari di proteggere il fanciullo da ogni forma di sfruttamento pregiudizievole al suo benessere.

La realtà dei fatti è che purtroppo il ricorso affrontava la questione più da un punto di vista "morale" che "giuridico". Il giudice Hofhuis, dunque, non si è comportato da vigliacco, ma ha semplicemente deliberato in base agli aspetti trattati dal ricorso e dalla legge.

Lug 0621

ALTRE VOCI CATTOLICHE

Pubblicato da Carlo Cannella alle 10:46 in Attualità


Bindi_2 Per il ministro della famiglia Rosy Bindi "la scelta dell'Olanda desta indignazione. E' grave che si ritenga prioritario rispettare il principio dei diritti politici di un gruppo di adulti le cui attività ledono i diritti basilari dell'infanzia".

Il generale crociato Carlo Giovanardi, invece, lancia l'ennesimo grido di guerra contro il paese dei tulipani. "Contro questa Europa e contro questa Olanda che straccia i più inviolabili diritti dell'infanzia" dice, "ci impegniamo in una durissima battaglia politica insieme a coloro che non hanno smarrito la consapevolezza che esistono limiti morali invalicabili".

Meloni AN è d'accordo. "L'Unione europea" fa sapere Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera e presidente di Azione Giovani, "ha il dovere di intervenire immediatamente per impedire l'attuazione dell'ordinanza del Tribunale olandese sulla presenza alle elezioni politiche del "Partito dei Pedofili". E' intollerabile parlare di libertà sessuale quando questa coinvolge i bambini".

Lug 0621

CADE L'ULTIMO DEI TABU'

Pubblicato da Carlo Cannella alle 10:30 in Attualità


Don_noto L'avvenire, giornale di ispirazione cattolica, ricorda che "con la sentenza del tribunale dell'Aja cade l'ultimo dei tabù ancora condivisi in quello che è forse il più liberale dei Paesi del Nord: l'inviolabilità dell'infanzia".

Protestano le associazioni che lottano contro la pedofilia, come Meter, fondata da Don Ferdinando di Noto. "La decisione olandese offre a tutti i pedofili del mondo lo stimolo a continuare imperterriti nelle loro violenze".

A sua volta Telefono Arcobaleno ricorda di aver denunciato 6 siti olandesi, non collegati al neonato partito dei pedofili, ma che rappresentano la punta dell'iceberg di un fenomeno diffuso e sommerso.

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